Ecco che significa… Arredamento!

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Ecco che significa… Arredamento!

Ecco che significa… Arredamento!

LA FANTASIA E’ PIU’ IMPORTANTE DELLA CONOSCENZA” (Albert Einstein)

PREFAZIONE

Fare arredamento significa porre in essere il miglior sistema possibile per disporre convenientemente, secondo canoni di criterio, ordine ed estetica, mobili, attrezzature e componenti in un dato luogo per uso privato o pubblico. Nel rispetto delle esigenze del committente (e delle sue risorse finanziarie).

Fin dall’alba dei tempi l’uomo si è sempre spinto oltre, sebbene ostacoli come guerre, catastrofi naturali, epidemie e povertà, nel raggiungere traguardi di civiltà evoluta e quindi di sviluppo. E’ come se ci fosse sempre stata una costante tra vita e modo di vivere, tra esistenza e progresso inteso nel senso letterale del termine come “andare avanti”; un avanzamento verso forme migliori nel campo delle conoscenze, delle relazioni sociali, dei costumi e dei mezzi di vita.

Il nostro campo affronta le tematiche relative all’arredamento d’interni per locali pubblici; tutti i locali: sia quelli che operano nei settori alimentari, sia quelli che operano nei settori non alimentari. In merito a quanto sopradescritto non poteva esimersi dall’essere analizzata e compresa quella branca di attività umana protesa a migliorare le relazioni umane ed i commerci all’interno di un contesto forte e molto presente: il “NEGOZIO”.

Sostantivo onnicomprensivo che comprende in sé il luogo fisico dove si esercita un attività commerciale, l’atto del negoziare cioè di svolgere trattative commerciali, l’atto giuridico come attività privata legalmente tutelata, l’identificazione di un particolare settore merceologico, l’azienda come complesso di beni dell’imprenditore e quindi, la encomiabile ed instancabile volontà di fare impresa dell’uomo. Possiamo senza dubbio ben dire che la fenomenologia legata al locale pubblico è molto vasta in quanto è in relazione non solo con l’uomo e la sua attività, ma anche con l’ambiente che lo circonda. Tutti gli uomini ne sono interessati in quanto dedicano ai commerci una buona parte della loro vita, pongono in essere relazioni umane e professionali, possono svolgere lavori diversi, mettono in gioco se stessi con la loro immagine e le loro attitudini, fanno da guida ed esperienza per il mondo della produzione industriale.

Molte volte si generano legami affettivi che avvengono grazie alle interazioni tra esseri umani e nello svolgimento di importanti e fondamentali bisogni dell’uomo, concatenando relazioni diverse a più livelli di cointeresse, come fenomenologia dell’essere, costituzione di una comunità integrata. Una società che ci impone di negoziare ma nello stesso tempo ci lascia liberi di farlo nelle varie modalità esperienzali. Nell’azione di mercato cogente ci illudiamo, ritenendoci liberi, di stabilire il quando, il dove, il come ed il perchè in relazione all’atto di acquisto. Siamo liberi ma prigioneri.

L’attaccamento ai luoghi commerciali segna le relazioni di vita tra gli individui marcandone con forza la loro identità diffusa, il loro patrimonio culturale e personale. Il negozio (inteso sia come bottega di vicinato sia come centro commerciale) diventa una propaggine della casa di un individuo, uno specchio della sua esistenza economica ed un amplificatore, nonché manifesto della sua personalità. L’essere in senso ontologico, nella società moderna non è più determinato dal pensiero etico (filosofico, morale, religioso, politico), ma è espresso in maniera pervasiva ed ossessiva nel perenne consumo di beni e servizi: la ormai famosa “società dei consumi”.

Anche se bisogna fare una triste considerazione: in questo mondo globalizzato sempre più a decidere non è il singolo individuo o la comunità di singoli, bensì le multinazionali e i gruppi di potere economico; sono loro a decidere non solo della nostra vita economica ma anche per la nostra vita sociale. L’arredamento dei locali pubblici rappresenta tutto il sistema sociale ed economico in un determinato contesto geografico e culturale in quanto parte predominante della vita di relazione e del commercio. Le influenze del commercio e anche dell’artigianato (la bottega dell’artigiano sta ormai diventando più show room che atelier) si diramano in tante direzioni, coprendo quasi ogni attività umana. Influenza lo sviluppo tecnologico e industriale della società di riferimento sia in maniera diretta, rappresentando un valido volano per l’aumento delle vendite, sia in maniera indiretta, tramite gli ambiti della produzione di beni e servizi (tecnologia, scienza, infrastrutture, politica economica, riflessi e implicazioni sociali e altro) applicata per i prodotti alimentari e non alimentari e il variegato mondo industriale legato alla produzione di attrezzature, macchine e arredi per il commercio e l’artigianato. Influenza il benessere comune sia per la macroeconomia che per la microeconomia. Fa crescere il prodotto interno di un paese, favorisce il turismo, incrementa i consumi.

Tra l’altro il livello dei servizi denota una vita maggiormente agevole e comoda da parte di tutti noi. Influenza la sociologia ed il costume sino ad impattarsi con le singole sfere di psicologia personale e ambientale. I costumi di un gruppo sociale, di una comunità o di una nazione si specchiano ampliamente nelle forme, nei sistemi e nei servizi legati al “fare negozio”. La valenza umanistica di tutto ciò è sotto gli occhi e dentro la testa di tutti anche se in molte aree dell’occidente civilizzato per certi versi si comunica e si socializza meno rispetto ad una volta per via di quelle subdole droghe rappresentate dai moderni mass media. Influenza l’architettura di interni e quindi il design, in maniera più appropriata lo “store design” per poi creare una “store atmosphere”; generalmente ne viene percepito il senso estetico: una persona di media o bassa cultura percepisce immediatamente i canoni principali legati alla bellezza anche se non riesce ad evidenziarli o ad esporli.

Naturalmente fattori come la bellezza, l’ordine, l’armonia, il calore ed i colori, il fascino ed altri ancora denotano il carattere di un quartiere, di una città o di un amena località turistica. Possono essere un valido elemento di attrattiva e di interesse perché da sempre ciò che è bello attrae. E poi bisogna dire come fantastica sia quella città piena di luci e di colori, di attrazioni e bellissime vetrine, tutto serve per liberare far esprimere le nostre emozioni e le nostre sensazioni. L’unica cosa più bella di questo contesto è la natura ma, del resto, cosa cerca di fare l’uomo con i segni della sua esistenza, se non imitare la natura nella sua qualità più eccelsa?

OSSERVAZIONE E ANALISI DELLA SITUAZIONE DI FATTO

Noi siamo come cercatori di oro, estimatori del punto vendita arredato con stile, classe ed eleganza, la deformazione professionale ci spinge sia in situazioni di lavoro, sia in situazioni di svago, a buttare gli occhi dentro le vetrine ed a passare con i raggi “x” ogni componente di arredamento. Essendo per vocazione e per necessita curiosi ed esperti, il nostro lavoro ci porta ad analizzare come quando e perché nasce, si sviluppa e muore (sarebbe meglio dire decade) un determinato arredamento per un attività commerciale o artigianale. E’ chiaro come il sole il nostro stato di estasi e compiacimento nel vedere quelle rare opere d’arte che incorniciano le nostre città, peccato è doverne vedere di rado.

Le cause relative allo scarso numero di bei locali sono diverse e proverò ad elencarle. Esiste il “fai da te” ma, dovrebbe essere vietato per legge, risultati mediocri o appena sufficienti non possono essere ammessi in un locale pubblico. Poi può essere possibile essere dotati per natura anche se, guarda caso, nessuno nasce “dotato” per scoprirsi chirurgo o pilota aereonautico. L’uomo è un animale sociale e si fa influenzare dal comportamento delle masse, così è anche per l’imprenditore medio che a sua volta imita gli altri; per cui se gli altri allestimenti sono sgradevoli o senza personalità anche lui si adeguerà per seguire il gruppo.

Molte volte il titolare del punto vendita si fa consigliare dall’arredatore o dal venditore di arredamenti e, nella maggior parte dei casi, la scarsa preparazione e lo scarso livello di cultura tecnica ed estetica applicati da questi ultimi somministrano rimedi peggiori dei mali. In alcuni casi sono presenti degli architetti, purtroppo il titolo non garantisce il risultato come l’abito non fa il monaco. E’ sicuramente presente nella media una certa qualità ma, alcuni difetti di carattere deontologico come: scarsa applicazione, inesperienza e scarsa preparazione, mancata osservanza di principi di ergonomia, poca attenzione al marketing, al visual merchandising ed alla comunicazione, certe volte si fanno sentire. Un’altra causa è da addurre al modo con cui si possiede l’immobile nel quale si esercita la propria attività. La struttura può essere di proprietà o in affitto, se ci troviamo in questa ultima situazione sarà molto difficile convincere il conduttore del locale a fare un bel lavoro perché non riterrà opportuno investire in tutto od in parte somme in una proprietà altrui. Questo è ritenuto da molti un solido assioma ma è criticabile sotto tutti i punti di vista, si potrebbe osservare per esempio, la differenza tra arredo casa ed arredo negozio in affitto. Perché a casa si spendono i soldi mentre nel negozio no?

Un fattore determinante è poi rappresentato da coloro che non sanno dove andare, sono quelli che tirano a campare, che non hanno obiettivi da raggiungere. Sono coloro che non riescono a pensare ai profitti che verranno, riescono a pensare solo ai soldi da spendere nell’immediato. Quindi, lo stare fermi in attesa che arrivi il premio della lotteria, mina la necessaria volontà di crescita.

“LA PAURA DI PERDERE E’ PIU’ FORTE DEL DESIDERIO DI VINCERE”

(Mao Tze Tung)

Pertanto dobbiamo fare testimonianza di quanto vediamo e di quanto abbiamo visto. L’igiene dovrebbe essere migliorata; un mobile ingombrante, pesante e con parti a cui è difficile accedere è difficile da pulire per cui questo diventa un valido motivo per sostituirlo. Poi si verificano spesso circostanze che provocano fastidi e disagi agli avventori di un locale. Ciò può essere dovuto a rumori, cattivi odori, correnti d’aria, scomodità delle sedute o dei tavoli, mancato rispetto della privacy e altro ancora; il cliente quando entra in un negozio dovrebbe rilassarsi ed invece è soggetto a disturbi ed inconvenienti di varia natura.

Il titolare dovrebbe prevenire simili inconvenienti ma molte volte non li riconosce nemmeno di fronte a dei reclami. In fin dei conti viene leso il sacrosanto diritto di legge naturale all’ospitalità e all’accoglienza. La disposizione dei servizi e dei prodotti esposti in molti casi lascia molto a desiderare. L’avventore si trova di fronte a merci scarsamente visibili o esposte in quantità risicate oppure con servizi svolti male o con ritardo. In altri casi i prodotti sono esposti alla rinfusa, in maniera caotica e confusionaria senza un criterio logico o armonico. Gli effetti di un progetto mal fatto necessariamente si ripercuotono giorno per giorno nella vita lavorativa delle persone interessate.

Quando vediamo file enormi per pagare alla cassa, poco spazio e poca visibilità per scegliere un prodotto, un ingresso stretto o poco spazioso, distanze enormi da percorrere per servire un cliente, scarsa attenzione per l’ergonomia di lavoro per gli addetti, posizionamento delle attrezzature e delle macchine non ottimale rispetto alle fasi ed ai processi produttivi, rifiuto della corretta applicazione della logistica, ci rendiamo conto che la professionalità e la domanda di professionalità sono reputate di minor importanza rispetto ad altri fattori. L’illuminazione di un locale commerciale dovrebbe essere ricca di potenza e calore con sistemi che garantiscano il ricorso a fonti diverse di luce, in alcune zone del locale la luce stessa dovrebbe essere più o meno diffusa a seconda della destinazione d’uso prevista. Invece, in molti casi si riscontrano sistemi di illuminazione insufficienti come quantità di luce e di scarsa qualità, la presenza di molta luce fredda disturba la vista e crea un disagio nervoso.

Molte volte si vedono arredamenti desueti e obsoleti i quali rappresentano linee stilistiche sorpassate dai tempi e dalle mode. E’ come se si andasse in giro con un automobile di trent’anni fa o con vestiti che abbiano perso colore e forma. Ci si trova di fronte ad arredi che non hanno più niente da dire a livello di novità, emozione, bellezza e fascino; rimangono di loro solo il ricordo di tempi migliori che possono far indurre in chi li vede sentimenti nostalgici o di noioso già visto. Tra l’altro le attrezzature e le macchine che compongono un arredamento (soprattutto nel settore alimentare) vengono soppiantate da beni strumentali di moderna e ben più efficiente tecnologia per cui, si nota indubbiamente la differenza tra una vecchia vetrina frigorifera ed una nuova, anche gli avventori non esperti in questa tipologia di prodotti noterebbero la differenza.

Contrasto ancor maggiore lo si ha quando arredi che hanno fatto il loro corso si trovano all’interno di ambienti situati in quartieri o zone di grande pregio urbanistico, oppure all’interno di locali di grande affluenza di pubblico. In questi casi il comportamento dei titolari raggiunge livelli parossistici in quanto, per via delle premesse fatte prima, l’errore non risiede tanto nell’egoismo personale ma in una erronea visione del mondo e dell’economia.

PRESUPPOSTI

Premesso che, sono profondamente convinto con il cuore e con la ragione della verità e giustezza di quanto sto scrivendo e che innumerevoli esperienze di successo nel mondo, oltre alla professionalità e al saper fare, sono basate su arredamenti ben fatti e belli da vedere. Si può stabilire ed augurarsi che all’interno del “fenomeno” locale pubblico possano verificarsi ed essere riscontrabili determinati fattori imprescindibili ed inderogabili in relazione all’eccellenza. Per cui vorremmo e potremmo vedere quanto appresso specificato:

Assicurare la migliore comunicazione esterna del punto vendita. Bisogna incuriosire ed attirare il cliente già fuori dal negozio con i prospetti, il design della facciata, l’insegna, la vetrina, l’illuminazione, i componenti di arredo esterni, la porta di entrata, l’ingresso e l’eventuale vestibolo. Non è il cliente a dover cercare il negozio, la regola è esattamente il contrario.

Perfetta organizzazione degli spazi. Attività intesa principalmente ad assicurare il migliore e maggiore spazio ai clienti, alle cose da vendere e ai servizi. In pratica la progettazione dovrebbe assicurare la massima redditività dell’area disponibile, permettendo l’affluenza del maggior numero dei clienti in rapporto alle attività e ai prodotti da vendere. Bisognerebbe migliorare la relazione tra gli utenti e l’ambiente dello spazio commerciale. Lo “store design” insieme ad un lay out efficace devono aumentare il livello di soddisfazione e quindi il comportamento dei clienti di un dato locale. Il confort del cliente non è un elemento da sottovalutare o da mettere in fondo alla scala delle priorità; la sensazione da parte dell’avventore, di trovarsi in uno spazio reale, percepito come piacevole nell’immaginario soggettivo prima e collettivo poi, può determinare il successo del punto vendita. Lo spazio non deve più essere inteso come amorfo e grigio contenitore dai connotati interpretativi solo geometrici ma, deve essere vissuto come spettacolo della vita, una bellissima rappresentazione teatrale, nella quale si manifestano interazioni fisiche e psicologiche proprie di uno spazio consumato come centro di valore.

Ergonomia nel progetto di distribuzione e organizzazione dei reparti e zone di lavoro. Fare in modo che venga agevolato il lavoro degli addetti alla vendita e degli operatori all’interno dei laboratori è ormai indispensabile per ottimizzare il rendimento degli stessi. Tra l’altro bisogna facilitare e rendere estremamente efficiente il servizio di vendita dei prodotti, il loro approvvigionamento, lo stoccaggio, la manipolazione , la trasformazione. Si dovrebbe riscontrare l’idoneo utilizzo, sotto un profilo progettuale, di strumenti ed apparecchiature per lo svolgimento delle più diverse operazioni di lavoro, la loro posizione nello spazio determina un corretto utilizzo degli stessi con minor fatica, maggiore velocità e sicurezza.

Scelta e distribuzione ottimale delle attrezzature e delle strutture di vendita. Riconoscere all’interno di un locale la migliore attrezzatura è uno dei migliori modi per assicurarsi il successo. Banconi di supporto, raccordo, vendita, esposizione, servizio assistito, servizio libero, mescita e consumo. Vetrine espositive orizzontali o verticali, neutre, refrigerate o riscaldate, pensili, da banco o con mobile, di varia forma e grandezza, ad un livello o a più livelli espositivi. Scaffalature ed espositori che assicurino la massima visibilità della merce esposta, a parete o centrali a isola, costruiti con forme speciali o rigorosamente lineari, illuminati, oppure realizzati come parte integrante della struttura generale. Altri componenti espositivi quali appenderie, teche, mensole, strutture a pavimento e pareti attrezzate. Tutti questi elementi possono costituire a tutti gli effetti un valido “supporto” per i processi di vendita; è come se fossero dei collaboratori. Penso sia opportuno ricordare come una vetrina può vendere più e meglio di un commesso.

Qualità nella scelta dei materiali e delle tecnologie. Ne abbiamo ampliamente trattato prima ma non posso non sottolineare l’importanza di fattori come l’affidabilità, il valore intrinseco, la durata nel tempo. In merito alle macchine ed alle apparecchiature vi è da fare un rimando ad elementi come il rendimento, l’innovazione, il risparmio energetico e altro ancora.

Estrema cura nello stile e nel design. La pavimentazione, i mobili, le pannellature e le attrezzature di vendita, le decorazioni ed i componenti di arredo, i corpi illuminanti, oggetti e manufatti di prestigio, devono costituire un armonioso insieme di valori che rende un locale bello e affascinante. E’ assolutamente necessario personalizzare il punto vendita e bisogna farlo nel miglior modo possibile per assicurarsi un vantaggio competitivo. Oggi viviamo in un periodo in cui il cliente è ancor più esigente; non in termini di prodotto (assortimento, qualità, tipo, servizio), ma in termini di bisogni immateriali. Il cliente vuole acquistare provando un esperienza memorabile e appagante in relazione a stimoli e sensazioni coinvolgenti. L’arredamento e quindi l’atmosfera del punto vendita deve rappresentare un percorso emozionale attraverso non solo i cinque sensi, ma anche attraverso determinati aspetti della psicologia soggettiva e sociale che rappresentano dei valori per gli avventori. Praticamente bisogna dar luogo ad una identità del negozio che lo caratterizzi distinguendolo in maniera forte e chiara agli occhi del cliente. C’è bisogno di un immagine che dia meravigliose suggestioni che rimandino ai preferiti stili di vita oppure ad aspetti legati a preferenze estetiche di soggettiva importanza. Un individuo, il cui stato emozionale viene influenzato in maniera positiva, mette in essere comportamenti positivi. Se l’ambiente riesce a suscitare nel cliente emozioni come piacere, allegria, felicità, rilassamento, eccitazione, coinvolgimento, curiosità e altro ancora, egli si troverà a proprio agio e desidererà partecipare alla vita di relazione compiendo con soddisfazione l’atto principale della sua funzione: acquistare e quindi essere pienamente cliente. In effetti da studi ed analisi effettuate insieme alle non numerabili esperienze professionali, si evince una relazione diretta tra locale arredato con stile e fatturato realizzato; gli stati d’animo positivi originati da un ambiente suggestivo ed emozionante comportano necessariamente maggiori propensioni agli acquisti.

Polisensualismo. Ossia la capacità e il gusto di trarre piacere dall’uso dei sensi nell’esperienza di acquisto e di consumo. Molti non sanno che si è dimostrato che il 70% delle scelte di consumo prescinde da un fondamento razionale, basandosi per contro, su percezioni soggettive, scaturite dai sensi in modo del tutto libero e personale. Bisognerebbe concretizzare non solo l’applicazione coerente e competente della aurea “regola d’arte”, ma anche la passione della ricerca verso sistemi, apparecchiature, oggetti che possano creare una atmosfera estremamente piacevole all’interno del punto vendita. Devono nascere percezioni appaganti che inducano il cliente verso stati d’animo positivi. Non basta fermarsi su concetti come l’ottima fattura di un mobile strumentale o la giusta collocazione planimetrica di una apparecchiatura secondo un preciso criterio di ordine ergonomico e logistico; se ci si ferma a questo si è fatto un lavoro senza infamia e con un po’ di lode. Bisogna osare e volere di più per fare in modo che i locali siano meravigliosamente unici. E’ necessario fare in modo che gli utenti nella fruizione di un prodotto o servizio vivano un esperienza affascinante, alternativa ed entusiasmante. E’ importante migliorare l’illuminazione sia diretta che indiretta (la neurologia ha dimostrato la capacità della luce di indurre cambiamenti nell’atteggiamento psicologico degli individui); scegliere quei colori che meglio di altri rappresentano le sensazioni volute secondo l’essenza di immagine del locale secondo armonia e opportuno bilanciamento (l’occhio umano percepisce fino a 7 milioni di sfumature cromatiche); inserire quegli elementi che attengono ad uno stile di vita naturalista (il valore di uno stile di vita più sano è valutato come uno dei desideri primari da parte della società); utilizzare dei diffusori di fragranze profumate (l’essere umano dispone di circa 10 milioni di recettori olfattivi ed è capace di riconoscere fino a 4.000 odori differenti); agire sulla diffusione sonora per utilizzare il potere della musica per rendere piacevole la permanenza dei clienti all’interno del locale (la musica riduce l’ansietà, incrementa gli stati d’animo positivi, riduce la frustrazione e allevia la depressione). Igiene. Come recitava un famoso slogan pubblicitario: “basta la parola”. La pulizia e l’igiene sono sinonimi di rispetto per il cliente, sono il significato della cura del cliente attraverso l’ambiente e i prodotti alimentari, sono il segno di una civiltà evoluta ed avanzata che si concretizza nell’applicazione pratica delle difese contro determinati rischi sanitari. Un alto livello di igiene può rappresentare un valido elemento di differenziazione positiva rispetto ad altri concorrenti.

Comunicazione. Questo argomento sebbene esuli in parte dal nostro campo di intervento richiede la sua dovuta attenzione. Senza utilizzare bene ed ampiamente la comunicazione, in tutte le sue forme, non si va da nessuna parte o quanto meno, si va piano. Possiamo avere il locale più bello del mondo, l’atmosfera più suggestiva ed affascinante, i migliori arredi ed i migliori prodotti, possiamo avere tutto ma senza un reale e sincero dialogo con il cliente, senza una mancata percezione ed attenzione verso il suo mondo e le sue esigenze, è come se non avessimo niente. Non si è mai abbastanza psicologi, confidenti e amici dei propri clienti come non si è mai rispettosi, cordiali, calorosi, sorridenti e divertenti. Poi, sotto un profilo strettamente professionale, la comunicazione riguarda i messaggi e gli argomenti di vendita legati alla propria attività: al tipo di servizio ed alle caratteristiche dei prodotti e quindi all’immagine della propria azienda. Può e deve riguardare la cartellonistica, le etichette, i menù, le schede di prodotto, le ricette, le informazioni di qualsiasi tipo, il listino prezzi, le offerte, le condizioni di vendita, i servizi offerti e altro. La relazione con il cliente è importantissima, consolidarla attraverso un ascolto attento rafforza il legame psicologico ed emotivo. Tra l’altro, quanto sopradescritto è ampliamente conclamato nelle nuove tecniche del marketing di relazione nel quale vengono evidenziati e analizzati i meccanismi ed i vantaggi di azioni di vendita legate allo sviluppo di forti relazioni umane. Possiamo dire che il successo commerciale di un prodotto è direttamente proporzionale alla qualità della relazione intercorsa con il cliente responsabile.

Formazione. Casomai ce ne fosse bisogno, ricordiamo ai lettori quanto la formazione inerente il lavoro svolto è assolutamente e indefettibilmente indispensabile per la conduzione di qualsiasi attività. A partire da una azienda di pulizie sino ad arrivare ad una farmacia, la formazione e la specializzazione sono fattori imprescindibili che connotano perizia e competenza nella professione svolta. Meno che mai nella società moderna: il cliente non desidera, il cliente vuole che il soggetto attore della vendita (prodotto o servizio che sia), abbia competenze precise, complete e aggiornate nel settore e materia in cui opera. Il tempo del “so tutto io” è finito! E’ triste ricordare come l’Italia è agli ultimi posti, tra i paesi occidentali, come investimenti in formazione nel lavoro. A questo punto, se si vedono e si riscontrano in un negozio qualunque esso sia i presupposti sopradescritti, si verificheranno in media 11 eventi molto vantaggiosi e soddisfacenti per i titolari e per le loro aziende.

GLI 11 EVENTI

IMMAGINE POSITIVA. E’ innegabile ed inconfutabile l’esistenza di numerose considerazioni ed aspetti di indubbia valenza positiva relativi alla bellezza di un locale commerciale. Rinnovare il punto vendita o realizzarlo ex novo applicando il massimo della cura e delle attenzioni per porre in essere il migliore arredamento possibile, significa fare pubblicità dando visibilità e notorietà; vengono azionati una serie di meccanismi psicologici e sociali che portano ad una meravigliosa amplificazione della propria impresa come aspetto e come sostanza. L’arredamento aiuta a creare un clima perfetto insieme alle relazioni umane e ai prodotti, crea un mix perfetto il quale non potrà che diffondersi da cliente a cliente, crea una tensione emozionale nell’avventore, coinvolto ed appagato dal miglior luogo per i suoi acquisti. Fare arredamento è fare promozione di se stessi, del proprio lavoro; significa divulgare e diffondere non solo pensiero, intenzioni ed idee, ma anche coraggio, risolutezza, concretezza e impegno.

CONTESTO ESPOSITIVO. Il miglior contesto ambientale possibile in relazione ai prodotti esposti. Penso sia preferibile associare un arredamento di stile ad un bel prodotto, come una cornice appropriata si associ ad un bel quadro. Che senso ha fare sacrifici, avere investito tempo e denaro per mostrare al pubblico prodotti in un luogo non adeguato come architettura e come design? Rendere bello, grazioso ed accattivante l’ambiente intorno alla merce significa valorizzare il prodotto esposto, valorizzare il prodotto significa poterlo vendere meglio. Allo stesso modo assume particolare importanza la struttura espositiva, che sia una vetrina refrigerata o un sistema di ripiani sospesi dal suolo, ogni elemento atto a esporre la merce deve impreziosirla. Aver posto la giusta attenzione a ciò che supporta la vendita ed al suo contenitore, soddisfa un requisito fondamentale delle leggi del marketing e del visual merchandising: non è tanto importante vendere ma “come” vendere.

VENDITE DA IMPULSO. Avere un arredamento di classe e finiture elevati che comunica messaggi di piacevolezza, benessere ed appagamento, comporta necessariamente una influenza sul processo decisionale per la scelta del prodotto da acquistare. Tale scelta può costituire un aumento delle vendite attraverso una maggiore propensione all’acquisto (mentre in un altro contesto non si sarebbe acquistato) ed una spinta ad effettuare spese maggiori e/o supplementari. A parte questo meccanismo composto da un insieme di valori immateriali che costituiscono un terreno fertile per la crescita delle vendite in quanto, in senso figurato, gli alberi daranno più frutti; vi è poi da osservare un altro particolare: il cliente compra bene e meglio per la legge sociale del ricambio di favore. Se in un determinato negozio mi trovo bene e l’atmosfera costruita e percepita mi porta ad un benessere generale, vorrò contraccambiare con un acquisto.

FIDELIZZAZIONE DEL CLIENTE. Gli schemi mentali di un consumatore molte volte sono associati alle preferenze ed alle abitudini di una persona in altri campi dell’attività umana.Per cui nella maggior parte dei casi si ritorna consciamente a mettere in atto comportamenti precedentemente associati ad esperienze positive; si ricalca un azione soddisfacente reiterandola nel tempo. Il rinnovo del negozio promuove e sviluppa il legame con il cliente ed aiuta a mantenerlo.

FUNZIONALITA’. Nella stesura di un progetto valido deve esserci riposto tutto l’impegno possibile per garantire al personale ergonomia e vivibilità degli ambienti e degli spazi. Avendo realizzato una perfetta distribuzione degli spazi, dei servizi, delle zone operative e delle attrezzature sia per i laboratori che per i punti vendita, possiamo riscontrare comodità connessa alle prestazioni di lavoro. Naturalmente ciò significa minore stress e maggiore rendimento.

ADEGUAMENTO ALLE LEGGI. In questa materia, i casi di riferimento sono applicabili alle ristrutturazioni dei locali e rinnovi di arredamento. Molte volte rinnovare un locale comporta anche l’adeguamento a norme di varia natura: amministrative, urbanistiche, sicurezza nei luoghi di lavoro e di igiene. Poter conciliare le due esigenze agevola gli impegni anche finanziari del titolare: si rinnova l’arredamento, si ristruttura il locale e nel contempo ci si adegua in maniera esatta e puntuale a leggi e regolamenti. Del resto il mondo cambia, come cambiano le abitudini dei clienti e le loro aspettative, anche la diretta concorrenza è in costante e continua evoluzione, ragion per cui, inserire modifiche sostanziali all’interno dei locali per supportare una sana strategia d’impresa volta a inserire nuove offerte e nuovi servizi o ambienti più grandi, comporta una attenta pianificazione. I risultati daranno sicurezza e certezza per il futuro anche per le successive destinazioni che il locale può avere.

PRESTAZIONI E RISPARMIO ENERGETICO. Con il nuovo arredo e la ristrutturazione, avendo avuto una buona consulenza si potranno mettere in atto tutte quelle soluzioni che possono portare ad un aumento delle prestazioni e ad un risparmio energetico. A parte il fatto che la sostituzione di macchine ed apparecchiature obsolete con prodotti nuovi e tecnologicamente avanzati comporta di per sé un risparmio per via dell’efficienza degli stessi comunque, nel caso di nuovo impianto, si possono adottare scelte più meritevoli per il raggiungimento di standard di qualità energetica. I risparmi ottenuti potranno azzerare le differenze di costo sostenute e comportare dei guadagni in rapporto ad orizzonti temporali più ampi.

VANTAGGI FISCALI. Innegabili ed effettivi , come lo è per il contribuente il pagamento delle imposte. la legislazione fiscale vigente consente alle aziende di detrarre come costo le quote di ammortamento specifiche relative all’acquisto di beni strumentali. Ciò consente di avere per ogni anno in cui le quote incidono, un componente negativo di reddito che nella formazione del bilancio fiscale concorre a diminuire l’utile d’esercizio. Ciò consente una diminuzione dell’importo su cui calcolare le imposte e quindi un minor carico fiscale a carico dell’imprenditore. In effetti quando si comunica all’acquirente il prezzo di un arredamento, sarebbe corretto indicarglielo al netto del risparmio fiscale da ottenere. Per fare un esempio concreto, dal prezzo di acquisto di un arredamento di € 100.000,00 bisognerebbe detrarre quantomeno (nel caso di una dichiarazione dei redditi normale), € 35.000,00 circa; per cui l’arredamento non costa € 100.000,00 ma invece € 65.000,00. Vi è da dire che oltre ai vantaggi fiscali l’investimento in beni strumentali comporta vantaggi nei rapporti con le banche le quali, vedono di buon occhio la propensione dell’impresa ad investire. L’impiego di capitali per rafforzare e/o sviluppare l’azienda sono un segnale molto forte che indica l’interesse e la lungimiranza dell’imprenditore; la solidità di un azienda, oltre che dal patrimonio, dal giro di affari, dagli utili di esercizio ed altro, si rappresenta anche nella consistenza e valore degli investimenti. In pratica, se la banca vede il comportamento di un imprenditore che punta risorse sulla sua azienda per il conseguimento di obiettivi di crescita non può non tenere conto della sua meritorietà in relazione al credito bancario.

VANTAGGIO COMPETITIVO. In questo caso penso sia necessario citare un esempio preso dal mondo velistico. Se una barca, oltre ad avere un equipaggio forte, ha una carena performante, attrezzature di manovra di prima qualità, vele più grandi, componenti in carbonio, sicuramente riuscirà ad essere più veloce rispetto ad altre barche meno competitive e quindi, vincerà le regate. Oltre che nel campo sportivo, simili esempi si potrebbero citare nel settore industriale dove avere nuovi brevetti, stabilimenti produttivi più efficienti e prodotti innovativi comporta una forza maggiore rispetto alla concorrenza e quindi l’acquisizione di nuove quote di mercato. Avere un arredamento di primo ordine, un allestimento con attrezzature di prima qualità, un progetto curato in ogni dettaglio, comportano la possibilità di essere performanti e maggiormente efficienti rispetto alla concorrenza. Questa situazione produce altresì un ulteriore effetto positivo: induce probabili concorrenti a non aprire attività vicine al locale rinnovato, oppure al locale di nuova apertura con arredamento eccellente. Mentre per i locali esistenti può far diminuire il fatturato e le potenzialità future.

UTILI. Dati per certi i presupposti elencati prima come cause, e gli effetti sopraelencati come eventi non si possono che avere margini di profitto, per i quali non si può determinare prima l’ammontare. Ci può essere un negozio che entro un anno si ripaga l’investimento, come ce ne può essere un altro che ha bisogno di più tempo per ammortizzare la cifra. Comunque il rinnovo dell’arredamento comporta necessariamente un sensibile aumento del numero dei clienti, del fatturato e quindi dei profitti. Per ciò che riguarda la prima apertura, la differenza tra maggiori o minori profitti risiede nel livello dell’allestimento e dei servizi, anzi a maggior ragione un arredamento di alta qualità darà migliori assicurazioni di successo per l’attività posta in essere rispetto ad un arredo economico. L’avvio di ogni attività umana e professionale si sa, è irto di difficoltà, partire col piede giusto è il minimo che un imprenditore capace possa fare.

SODDISFAZIONE. Il lavoro è ritenuto da molti un valore importante per la propria vita perché coincide con una delle primarie esigenze dell’uomo: affermarsi nella vita; significa riuscire tramite la professione svolta, ad esaudire il bisogno di stima, riconoscimento sociale, prestigio. Un arredamento bello rappresenta le aspirazioni di chi lo possiede e suscita in lui emozioni profonde e appaganti in quanto riesce a soddisfare 6 bisogni primari di seguito elencati:

SICUREZZA; dall’alba dei tempi, l’uomo ha sempre cercato di ottenere dalla vita certezze e soluzioni concrete atti a determinare l’assenza del pericolo in senso generale. Essere e/o sentirsi sicuri è sempre stato e sempre sarà un obiettivo essenziale ed indefettibile per il genere umano. L’istinto primordiale è quello di allontanare il dolore per ottenere il piacere. Il bisogno di sicurezza è legato all’istinto di sopravvivenza.

IMPORTANZA; significa il riconoscimento sociale della propria persona. Gli esseri umani devono sentirsi accettati e gratificati dalla comunità in cui vivono, devono percepire il senso della stima e del rispetto nei loro confronti. Per avere ciò devono svolgere determinate azioni, professioni, funzioni ed ottenere certi risultati, avere dei titoli, aver costituito qualcosa di meritevole per se stessi e per la società. Il bisogno di importanza è legato all’istinto del potere.

AMORE; sin dalla nascita sentiamo il bisogno profondo di unirci alle persone più care. Esiste questa attrazione, questo interesse, che diventa sentimento verso i nostri simili. Si può riassumere in una delle più importanti e ardenti aspirazioni dell’uomo alla realizzazione di un ideale di unione e condivisione della propria esistenza con quella degli altri. Il bisogno di amore altro non è, che l’istinto di unione nei confronti del prossimo.

CAMBIAMENTO; come sarebbe la nostra vita se tutto ciò che accade fosse sempre uguale, banale e noioso. Vivere una vita nella quale non ci sono cambiamenti e cose nuove, sarebbe come essere un vegetale anzi, alle volte, peggio di un vegetale. L’uomo ha bisogno di stimoli e novità per vivere in maniera evoluta e far crescere la propria intelligenza e fantasia, rendendo più stimolante e curiosa la sua esperienza di vita. Il bisogno di cambiamento è l’istinto legato alla scoperta, alla conoscenza, all’avventura, alla varietà.

EVOLUZIONE; sia come comunità che come singoli gli esseri umani hanno sempre e costantemente mirato allo sviluppo sociale e personale, compiere qualcosa e andare avanti verso il raggiungimento di altro. La storia delle civiltà non è altro che un avanzamento continuo verso forme migliori nel campo delle scienze, relazioni sociali, costumi, benessere, eccetera, insomma il progresso. Si tende sempre a cercare di fare qualcosa di nuovo o imparare cose nuove per accrescere le nostre potenzialità ed i nostri mezzi. Il bisogno di evolversi è l’istinto legato alla crescita dell’uomo verso mete materiali o immateriali.

ALTRUISMO; purtroppo sono in pochi ad avere questa dote o, per meglio dire, quasi tutti potrebbero avere uno spiccato senso per il sociale e per l’umanità, ma esperienze e credenze varie bloccano il cuore con misere ragioni di opportunismo. Questo è un peccato in tutti i sensi, a parte i precetti religiosi, alla fine perdono tutti: sia la società, che viene danneggiata da una scarsa coesione sociale, sia dal singolo, che inevitabilmente dovrà far i conti con la sua coscienza. La solidarietà può arricchire tutti, può rendere il mondo in cui viviamo un posto bellissimo dove vivere e ognuno di noi potrebbe provare sentimenti di gioia indescrivibili vivendo la gioia e la grazia nel dare a chi ha bisogno. Il bisogno di altruismo è l’istinto, cresciuto con l’evolversi della civiltà, di fare qualcosa per il prossimo. Fare arredamento e viverlo secondo la strategia d’insieme finora proposta significa riuscire a mettere tutti i tasselli al loro posto con le più alte finalità di criterio tecnico ed economico, e la presenza di armonia tra pensiero, volontà e azione. Tutti possono avere dei vantaggi: dal titolare del punto vendita ai suoi collaboratori, dagli esercenti in prossimità del negozio rinnovato al quartiere, dalla città alla nazione intera. Do i miei più sinceri auguri a coloro, che con coraggio, passione e volontà, portano in alto il grado della nostra civiltà con il loro mirabile esempio.

Giuseppe Barbera